Norme

Referti online: come consegnarli rispettando le regole del Garante

Un servizio comodo, ma facoltativo: serve il consenso del paziente, il referto resta online al massimo 45 giorni e l'accesso va protetto. Ecco come impostarlo.

Ritirare un referto allo sportello è una seconda visita al centro solo per prendere un foglio. Consegnarlo online è comodo per il paziente e per la segreteria, ma il Garante ha fissato regole precise: le linee guida sui referti online del 2009, ancora il riferimento di oggi.

È un servizio facoltativo

Il paziente deve poter scegliere: il referto online è un'alternativa al ritiro, mai un obbligo. Per questo serve un consenso specifico, distinto da quello per la cura, raccolto dopo un'informativa che spieghi come funziona il servizio. Chi non acconsente ritira il referto come sempre.

Le regole da rispettare

  • Al massimo 45 giorni. Il referto resta disponibile online per un periodo limitato, non oltre 45 giorni. Dopo, si ritira al centro.
  • Accesso protetto. Il referto si apre solo con credenziali o un codice personale. Una buona pratica è consegnare il codice per un canale diverso da quello del link, così che chi intercetta uno solo dei due non possa leggerlo.
  • Download e non solo lettura. Il paziente deve poter scaricare il referto e conservarne una copia.
  • Il medico a disposizione. Il paziente deve sapere che può parlare con un medico per farsi spiegare il referto: la consegna online non sostituisce il colloquio.
  • Niente dati in chiaro nei messaggi. L'email o il messaggio dicono che il referto è pronto, non cosa c'è scritto.

Una buona prova: se qualcuno leggesse l'email di avviso sul telefono del paziente, cosa saprebbe? Solo che c'è un documento del centro da scaricare. Niente nome dell'esame, niente esito.

Cosa si può mettere online, e cosa no

Alcuni esiti è meglio comunicarli di persona, con un professionista accanto: quelli che richiedono un colloquio, una spiegazione, una decisione da prendere insieme. Conviene stabilire con il direttore sanitario quali tipi di documento possono andare online e quali no, e fare in modo che il gestionale lo impedisca da solo.

Tenere traccia della consegna

Per ogni referto il centro deve poter dire quando è stato messo a disposizione, a chi, se è stato scaricato e quando è scaduto. Lo stesso vale per la consegna a mano: chi l'ha ritirato, se era il paziente o una persona da lui delegata.

Come lo fa DottorCloud

In DottorCloud un documento si consegna a mano, registrando a chi, oppure online: il paziente riceve per email un link e il codice per aprirlo gli arriva per un'altra strada. Il documento resta online solo con il consenso ai referti online e per 45 giorni; quelli che non devono uscire dal centro non partono. Il paziente lo trova anche nella sua area, dove entra con un codice o con il viso. Vedi l'app per i pazienti.

Le informazioni sono aggiornate al 2 ottobre 2026 e non sostituiscono il parere del DPO o del consulente privacy del centro.

Fonti

  • Garante privacy, "Linee guida in tema di referti on-line", 19 novembre 2009 (G.U. n. 288 dell'11 dicembre 2009) — docweb 1679033
  • Garante privacy, FAQ sui referti online — docweb 5734352
  • Garante privacy, provvedimento del 7 marzo 2019 sul consenso in ambito sanitario — docweb 9091942

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