Norme

Fattura sanitaria e Sistema TS nel 2026: cosa deve fare il centro

Niente SdI per i pazienti, il Sistema TS una volta l'anno, il bollo sopra i 77,47 euro, il pagamento tracciabile per la detrazione: le regole in vigore, con le fonti.

La fattura di una visita sembra il documento più semplice del centro. Non lo è: per le prestazioni sanitarie valgono regole diverse da quelle di qualsiasi altra fattura, e alcune sono cambiate da poco. Qui le mettiamo in fila, aggiornate a ottobre 2026.

Al paziente niente SdI

Chi emette fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche non deve emetterle tramite il Sistema di Interscambio. È un divieto nato per proteggere i dati sanitari, che nello SdI sarebbero passati per l'Agenzia delle Entrate insieme alla descrizione delle prestazioni.

Per anni il divieto è stato prorogato di anno in anno, l'ultima volta fino al 31 dicembre 2025. Con il D.Lgs. 81/2025 è diventato definitivo: dal 2026 non c'è più una scadenza da rincorrere. La fattura al paziente si emette quindi fuori dallo SdI, su carta o in un PDF, e le spese arrivano all'Agenzia per un'altra strada, il Sistema Tessera Sanitaria.

Restano elettroniche, via SdI, le fatture verso aziende ed enti: un'azienda che paga le visite di medicina del lavoro per i dipendenti, un'assicurazione, una struttura che acquista prestazioni.

Il Sistema TS: una volta l'anno, entro il 31 gennaio

Il Sistema Tessera Sanitaria raccoglie le spese sanitarie dei cittadini per la dichiarazione dei redditi precompilata. Devono comunicarle medici e odontoiatri, le strutture sanitarie anche private e non accreditate, e via via le altre professioni sanitarie: psicologi, infermieri, ostetriche, ottici, e dal 2019 anche fisioterapisti, biologi nutrizionisti, tecnici di radiologia e le altre professioni del D.M. 13 marzo 2018.

Anche la frequenza è cambiata. L'invio era mensile fino al 2023 e semestrale per le spese del 2024. Dalle spese del 2025 è annuale: si comunicano entro il 31 gennaio dell'anno dopo. Per il 2026 le date sono state:

CosaQuando (spese 2025)
Invio delle speseentro il 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio era sabato)
Correzioni senza sanzioneentro il 9 febbraio 2026
Opposizione online dei pazientidal 10 febbraio all'8 marzo 2026

Le sanzioni sono di 100 euro per ogni comunicazione omessa, tardiva o errata, fino a 50.000 euro l'anno. Non si applicano se l'errore è corretto entro cinque giorni dalla scadenza, e scendono a un terzo se la correzione arriva entro sessanta giorni.

L'invio annuale non vuol dire lavorare una volta l'anno: le spese si accumulano fattura dopo fattura, e a gennaio si correggono gli scarti. Conviene che il gestionale le prepari dalla fattura stessa e mostri subito quelle con un dato mancante, come un codice fiscale sbagliato.

Quando il paziente si oppone

Il paziente può chiedere che una spesa non finisca nella sua precompilata. Può farlo in due modi:

  • al momento della prestazione, a voce: il centro annota l'opposizione sulla fattura e la segnala nella comunicazione al Sistema TS;
  • dopo, online sul portale del Sistema TS, nella finestra di febbraio e marzo.

L'opposizione riguarda la precompilata: il paziente può comunque portare la spesa in detrazione nella sua dichiarazione, se ha conservato la fattura e la prova del pagamento.

Bollo, pagamenti, POS

Il bollo. Le prestazioni sanitarie sono esenti da IVA. Su una fattura esente sopra i 77,47 euro va la marca da bollo da 2 euro; sulle fatture fuori dallo SdI si applica come su un documento cartaceo.

Il pagamento tracciabile. Dal 2020 la detrazione del 19% per le spese sanitarie spetta solo se il paziente paga con carta, bancomat, bonifico o assegno. Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni delle strutture pubbliche o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale. In un centro privato, un pagamento in contanti costa al paziente la detrazione: conviene dirlo, e scrivere sulla fattura come è stata pagata.

Il POS. I professionisti devono accettare pagamenti con carta; dal 30 giugno 2022 chi rifiuta rischia una sanzione di 30 euro più il 4% della somma rifiutata, salvo un'impossibilità tecnica reale.

Quanto si conservano

Le fatture e le scritture contabili si conservano per dieci anni (art. 2220 del codice civile), e comunque fino a quando l'anno fiscale può essere ancora controllato.

Come lo fa DottorCloud

In DottorCloud la fattura nasce dall'appuntamento. Il gestionale guarda chi la riceve e cosa contiene: a un paziente la emette fuori dallo SdI, in PDF, con il bollo quando serve, e prepara la spesa per il Sistema TS; a un'azienda o a un ente la invia elettronica allo SdI e ne segue le ricevute. Il PDF il paziente lo trova anche nella sua area. Vedi il software di fatturazione sanitaria o richiedi una demo.

Le informazioni sono aggiornate al 2 ottobre 2026 e non sostituiscono il parere del commercialista del centro.

Fonti

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